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giovedì 25 aprile 2019

Terzo appuntamento con le visite in lingua ai musei del territorio

La terza visita guidata in occitano ai musei della Val Germanasca è prevista per sabato 4 maggio, alle ore 10, al Museo dei Salsin, a Salza di Pinerolo.
Chi volesse partecipare alla visita può farlo, scrivendo a scuolalatina@scuolalatina.it 
(informazioni anche telefonando al 327 3816584).


mercoledì 8 aprile 2015

FR & OC nelle scuole: #AvventuraMedioevale (5)

Arnaud in Val Germanasca: il Palaizas di Perrero


Castelli medievali in Val Germanasca: in pochi sanno della loro esistenza, ancora meno persone sono in grado di trovarne i resti, ma al tempo di Arnaud, questo doveva essere un castello maestoso e imprendibile.
Chissà cosa nascondono le sue mura... Cosa racconterebbero queste pietre se potessero parlare..
Quale leggenda è legata a questo castello? Cosa succede ad Arnaud quando arriva a Perrero?

A queste e a molte altre domande...rispondete voi!
Inventate una leggenda, una favola o un racconto ambientato al Palaizas di Perrero, utilizzando le parole in francese che abbiamo imparato insieme nelle prime lezioni.


Foto: Simona Pons - Luca Grande - http://atlante-operefortificate.blogspot.it/

[continua...]

mercoledì 11 marzo 2015

FR & OC nelle scuole: #AvventuraMedioevale (1)

Nel corso di quest'anno scolastico, ho nuovamente avuto l'occasione di portare le lingue storiche minoritarie nelle scuole del territorio e ho proseguito una bella esperienza iniziata due anni fa presso la Scuola Elementare di Inverso Pinasca. Colgo l'occasione per ringraziare Stefania Micol, la maestra che mi sta accompagnando in questa breve avventura, per la sua competenza e la sua disponibilità.

L'idea di quest'anno è stata quella di approfittare delle lingue storiche minoritarie per ripassare un pò di storia ed accompagnare i ragazzi alla scoperta di angoli del territorio (della Francia e delle Valli Pinerolesi) a loro sconosciuti...ragion per cui, ci siamo lanciati nella nostra #AvventuraMedievale!


Il personaggio che ci accompagna in questa avventura è lui: Arnaud...bhè nel disegno lo vedete alla fine della sua avventura che lo ha portato a viaggiare e studiare molto, ma...

Arnaud est un enfant, né en France.
Sa famille était très pauvre: son père était un fermier et sa mère se occupait de la maison, des enfants et des animaux de la ferme.

Mais..Arnaud avait un rêve: il voulait devenir un chevalier!
Il voulait avoir une armure, un cheval...et tournez la France et le monde à la recherche d'aventure...

E...allora che #AvventuraMedievale sia!!!

"Ma...lo sapete che cosa  doveva fare un giovanotto per poter diventare un famoso cavaliere?"

 "Comprarsi un cavallo?"
" Avere armatura, una spada, delle armi?"
"Andare in battaglia?" 

 "Vero, ma prima di tutto....deve studiare! Deve conoscere qualcosa dell'epoca in cui vive, deve imparare la geografia altrimenti durante i suoi viaggi...si perderebbe! Allora accompagnamo Arnaud nella sua avventura e...scopriamo qualcosa in più del Medioevo francese!"

Simona Pons
Sportelli Linguistici Comunità Montana del Pinerolese


[continua...]

 

giovedì 16 gennaio 2014

Il nuovo game multilingua degli sportelli linguistici è on line!

è giunto il momento di mettere alla prova le vostre conoscenze sul nostro territorio e sulle lingue minoritarie con il nuovo game che trovate all'indirizzo: www.rbe.it/game.

Il gioco interattivo e multilingua è stato realizzato dall'Associazione Amici Scuola Latina e da Redazione RBE, in collaborazione con l' AssCulturale LaValaddo e la Fondazione Centro culturale valdese, su mandato della Comunità Montana del Pinerolese con i fondi accordati dalla Legge 482/99.


giovedì 22 agosto 2013

La "Leggenda delle Lingue Minoritarie"

L’idea di creare questa raccolta di leggende delle valli è nata nell’ambito delle attività promosse dalla Legge n° 482 del 1999 che tutela e valorizza le Lingue Storiche Minoritarie nello Stato italiano. 

Gli Sportelli Linguistici della Comunità Montana del Pinerolese bandiscono, nella primavera 2012, un concorso letterario in lingua occitana dedicato ai bambini e al termine dell’attività viene pubblicata una raccolta di racconti comprendente sia le opere che hanno partecipato al concorso, sia una selezione di leggende e racconti popolari tipici delle valli pinerolesi tradotte in Occitano e Francese con relativa versione italiana. 

L’interesse di genitori ed insegnanti per questa pubblicazione si rivela da subito molto alto e spesso viene lamentata l’assenza di una raccolta organica di questo patrimonio letterario ed identitario in versione Occitana e Francese: un prodotto di questo genere sarebbe utile agli
insegnanti per svolgere approfondimenti ed attività in classe ed essere un buon veicolo per le famiglie per tramandare, sotto forma di fiaba, alcuni aspetti del patrimonio culturale locale, sia dal punto di vista del contenuto sia da quello linguistico.

Nasce così l’idea di creare una sorta di “atlante” delle leggende e dei racconti tradizionali delle valli
pinerolesi con l’auspicio che le associazioni culturali che collaborano con la Comunità Montana colgano l’occasione per allargare la raccolta anche ai territori limitrofi.
L’obiettivo è, quindi, quello di creare una raccolta delle leggende e dei racconti tradizionali del territorio, georeferenziandole nello spazio (attraverso l’uso di un supporto informatico on line) e rendendole disponibili in diverse lingue .

Naturalmente questo progetto è in continuo divenire poiché l’elenco delle leggende e dei racconti può (e
deve) essere costantemente aggiornato ed i relativi testi tradotti nelle due lingue minoritarie di questo territorio: l’Occitano (in tutte le sue varietà) e il Francese.
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Il lavoro di raccolta e classificazione e raccolta è iniziato con l'estate 2013 e oggi, per incuriosirvi ancora di più. vi presentiamo le pagine che fanno da "introduzione" al lavoro di ricerca

Questa introduzione è stata scritta con il prezioso e insostituibile aiuto di Diego Priolo, che ringraziamo per il supporto ed i suggerimenti.
L'occasione ci è lieta per specificare ancora una volta che questo lavoro è in itinere e nei prossimi mesi ci avveleremo di altri aiuti e supporti. Chiunque voglia suggerirci una leggenda o un racconto tradizionale delle valli ci può contattare ai soliti riferimenti.

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Intanto il lavoro di classificazione e traduzione continua...

Mantenetevi aggiornati cusiosando qui sotto:




Visualizza La leggenda delle Lingue Minoritarie in una mappa di dimensioni maggiori

mercoledì 20 marzo 2013

Ramadan

Molte leggende in diverse tradizioni, coinvolgono folletti e creature fantastiche che convivono con la popolazione locale.


Questa leggenda, raccolta nel volume “Leggende delle Valli Valdesi” ci parla di Ramadan: abitante di Balziglia che condivide i frutti dell'allevamento con gli umani locali.

Ringraziamo  Giulia Sappè per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni 

 


Lou léit stregà

Cosa pensereste se passeggiando tranquilli nel bosco, vi trovaste la strada sbarrata da...

un letto?!

 

In questa leggenda ambientata in Val Germanasca si narra la brutta avventura di un giovincello a cui è successo proprio questo.

La leggenda è raccolta nel volume “Uno terro, uno lengo, un pople”.  
 Ringraziamo  Lî Timangle  per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni 




Lou laou dë sét couloûr

Come può un lago alpino essere di 7 colori?

Ascoltate e leggete la leggenda del "laou dë sét couloûr" e scopritelo!

La leggenda è raccolta nel volume “Uno terro, uno lengo, un pople”.  
 Ringraziamo  Lî Timangle  per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni

 


Lou Counh

Lou Counh è una borgata che si incontra salendo verso Prali sulla destra della strada provinciale.

Anche a questo luogo è legata una leggenda: questa borgata, infatti, è stata il primo nucleo abitato del Comune di Prali.

La leggenda è raccolta nel volume “Uno terro, uno lengo, un pople”.  
 Ringraziamo  Lî Timangle  per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni 



Lou cofre dla piso da pì

In Alta Val Germanasca si trova una cascata molto conosciuta: il Pis.

Nelle sue vicinanze trova però rifugio un drago che protegge un tesoro:

 riuscirà Danilo a sconfiggerlo?!

La favola è inventata ed è stata Leggenda inventata e raccolta nel volume “Uno terro, uno lengo, un pople”
 


Darèire la pîso dà Pi, la lhèro trënto cofre d'or e un bien grô soulélh d'or, qu'avìo lh'eulh e la goulo dë pèrla. Ma toutta quëtta ricêsa laz èrën gardâ da un enorme dragoun eicuppo-fuëc, lonc sincanto mettre e ooub nun pounth dëbble.

Un jouërn, un filhét dë nom Danilo à voulgù travërsiâ la pîso e al à troubà lou dragoun dërvëlhà.

Lou dragoun lh'à eicupì dë fuëc, ma a l'à pâ touchà; parélh Danilo à pilhà l'andi e lh'à foutù un càou quë l'à fait eitravalî. Lou jouve s'ê ëstounà dë sa forso; â pouìo pâ capî quî l'ero quë l'avio fait saoutâ tant aout. L'èro îtà lou soulélh qu'avìo voulgù ajuâ un jouve tant courajoû. Al à vitte pilhà un dë qu'li cofre e al ê ëscapà coum un eiludi.


Dietro la cascata del Pis c'erano trenta forzieri d'oro, e un grandissimo sole d'oro, che aveva gli occhi e la bocca di smeraldi. Ma tutte queste ricchezze erano custodite da un enorme drago sputa fuoco, lungo cinquanta metri e senza nessun punto debole.

Un giorno, un ragazzo di nome Danilo volle attraversare la cascata e trovò il drago sveglio.

Il drago gli sputò del fuoco, ma non lo colpì; così Danilo prese lo slancio e gli tirò un calcio che lo fece svenire. Il giovane si stupì della propria forza; non capì chi lo aveva fatto saltare così in alto. Era stato il sole, che aveva voluto aiutare un giovane così coraggioso [Il ragazzo] prese in fretta uno di questi forzieri e scappò veloce come un fulmine.


Ringraziamo  Lî Timangle  per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni

Il canale del Bessè

Avete mai provato a percorrere la strada che da Perrero sale verso Massello? Lungo il percorso, sulla destra orografica noterete alcuni resti di muraglioni costruiti a ridosso della roccia a picco sul Germanasca: il canale che portava l'acqua alla borgata del Bessè.

Ascoltate questa leggenda in Francese o in Occitano e scoprirete chi lo ha costruito.

Ringraziamo Giulia Sappè e Lî Timangle  per le voci e Roberta Amprino per le illustrazioni

 

 


martedì 19 marzo 2013

Lâ vëlhâ e le fatine della Lauso

Paola Revel nella sua introduzione in Occitano della Val Germanasca ci racconta della tradizione della "vëlhâ", ovvero dell'abitudine degli abitanti delle borgate di montagna di riunirsi, durante le sere d'inverno, nella stalla e di raccontarsi favole e leggende. 


Proprio grazie a questa tradizione sono state mantenuti molti dei racconti che giungono fino a noi, un esempio di tali racconti dedicati ai  bambini è costituito da
"Le fatine della Laouzo"


 

lunedì 18 marzo 2013

Gli gnomi della Lausa

A Pomaretto, all'altezza della Borgata Lausa, nei pressi della strada che sale in Val Germanasca, si trova un castagno (châtanìe) che ha oltre 200 anni e ospita al suo interno una famiglia di gnomi.

La favola ci viene raccontata in occitano della Val Germanasca da Nicole Domard



A la Laouzo la lh’à un châtanìe grô grô, moun amîs, quë al à cazi eutsënt ann. Sëgount mi al è un pô trop vélh, përqué mi venou pâ tan vëllho. Mi ai deicubèrt quë la lh’à dë nhomi quë vivën da quî caire, e un joùërn la më plairìo anâ a troubâ-li a lour meizoun. Ai zamé vît coum ê faito uno meizoun dî nhomi, e vourìou ënvitâ-li a mâ meizoun â minjâ un toc dâ Tiramisù dë ma maire e un toc dë touòrto dë poum quë fai ma granmamà e a beùoure uno tâso dë tè. L’ê për quëtto razoun quë châc joùërn vaou â châtanhìe, a sërchâ li nhomi. 

Nella borgata « Lausa », c’è un castagno grande grande, mio amico, che ha quasi ottocento anni. Secondo me è un po’ troppo vecchio, perché io non verrò così vecchia.
Ho scoperto che ci sono degli gnomi che vivono da quelle parti, e un giorno mi piacerebbe andarli a trovare a casa loro. Non ho mai visto come è fatta una casa di gnomi, e vorrei invitarli a casa mia per mangiare un pezzo di tiramisù di mia mamma e un pezzo di torta di mele che fa mia nonna e a bere una tazza di the. É per questa ragione che ogni giorno vado vicino al castagno, a cercare gli gnomi.
Un giorno sentii una vocina che mi chiamava, mi girai e vidi un piccolo gnomo che sorrideva. Lo gnomo mi disse: ”Vieni con me, ti mostrerò la mia casa”. Mi prese per la mano e mi fece entrare in un enorme porta in centro al castagno. Mi stupiva di vedere una porta dove non l’avevo mai vista. Io ho sempre pensato che la casa degli gnomi fosse piccola, nella realtà, alla Lausa, le case degli gnomi sono molto grandi. Voglio descrivervi la casa. Appena entrai scesi tre scalini, fatti di tronco di betulla, tutti bianchi e mi trovai in centro al salotto: un enorme fungo rosso a puntini bianchi, serviva da tavolo. Vidi anche delle fragole rosse con i puntini verdi, che servivano come sedie. Lo gnomo Mirtillo si presentò e mi fece conoscere la sua famiglia: la mamma Fragolina, il papà Lampone e poi mi fece salire su una scala di legno di pino, entrai in una grande stanza ed era la camera di Mirtillo e del suo fratellino Nocciolino. Il fratellino di Mirtillo mi fece vedere il suo letto, lui dormiva sotto e Mirtillo dormiva sopra, era certo che si trattava di un letto a castello. Nocciolino mi spiegò che il letto era stato costruito da suo nonno Faggio. Il letto era decorato con corna di cervo adulto, trovate dal nonno nel bosco. Le sponde dei letti erano scolpite dal picchio speciale, che era tutto bianco, con la testa nera e il becco rosso. Questo uccello era un animale domestico e abitava con Mirtillo e la sua famiglia. Nocciolino pensò di farmi vedere il suo giocattolo preferito: era un giocattolo elettronico con la testa di aquila, un becco appuntito, con delle ali bianche con sfumature grigie e delle zampe gialle, con artigli affilati. Mi fece vedere come funzionava: girò una chiave e l’aquila iniziò a volare per la stanza. Mirtillo mi fece vedere un quadro che stava appeso sopra il suo letto: si trattava di Dragonball, un personaggio dei cartoni animati che conosco anch’io. Mirtillo mi portò fuori dal castagno e mi fece vedere una casetta di legno dove abitavano i suoi due cerbiatti, Bambi e Stellina. Vidi il papà di Mirtillo che gli metteva del fieno nella mangiatoia e dell’acqua in una ciotola.
Mentre ero fuori guardai il castagno e vidi che il castagno era stato tagliato. Mirtillo mi raccontò che circa 20 anni fa, quando lui e Nocciolino non erano ancora nati, un fulmine colpì alcuni rami del castagno. Per fortuna sua mamma e suo papà erano andati a trovare il nonno e si salvarono. Al ritorno videro che molti rami erano per terra, bruciati dal fulmine. Pensarono di riparare il vecchio castagno, ma non ci riuscirono, perché ormai i rami erano caduti e erano pesanti da trasportare. Entrarono nella casa per vedere se la casa era tutta a posto e non fosse crollato niente. Videro che la casa era a posto, come prima. Ma due giorni dopo dei boscaioli decisero di tagliare la parte bruciata del castagno. I genitori di Mirtillo pensarono che volessero buttare giù il castagno e ritornarono a casa del nonno e gli raccontarono la situazione.
Un mesetto dopo i genitori di Mirtillo andarono a vedere com’era il castagno. Si stupirono di vederlo ancora in piedi. Decisero di rimanere ad abitare nella loro casa e di curare un po’ l’albero, con un’erba magica, preparata dalla mamma. L’albero ora sta meglio e si trova in condizioni speciali, perché con l’erba magica i rami sono cresciuti e tutti gli anni ci regala ottime castagne!